E' successo! / It happened!

In questa pagina vengono rivissuti momenti ed esperienze degni di essere ricordati e resi indelebili nel quaderno dei ricordi / In this page I would like to share experiences and pleasent time, by the way of some pictures.

Di nuovo in viaggio per Hanga, Tanzania, 20/11-3/12/2015

South American Buiatric Congress, San Paolo, Brasile, 21-25/08/2015

ACVIM Forum, Nashville, Tennessee, 4-7/06/2014

Non solo deserto, Abu Dhabi, 23-30/05/2014

On the trace of solidarity, animal care and history, Luxor, Egypt, 18-21/12/2013

Un bicchiere di latte per i bambini di Hanga, Tanzania, 4-17/12/2013

Congress of the Hungarian Association for Buiatrics, Siofok, Hungary, 16-19/10/2013

The "PetDoctor", New York, 16-21/06/2013

ACVIM Forum, Seattle, WA, 12-15/06/2013

XIII Middle European Buiatric’s Congress, Belgrade, Serbia, 5-8/06/2013

200 Jahren Jubilaeumskongress der GST, Bern, 5-7/06/2013

Un bicchiere di latte per i bambini di Hanga, Tanzania, 2-21/02/2013

International Meeting, Warsaw, 29/09/2012

World Buiatrics Congress, Lisbon, 3-8/06/2012

Di nuovo in viaggio per Hanga, Tanzania, 20/11-3/12/2015

C'è un unico modo per essere sicuro che stai andando ad Hanga: ed è quando per strada incontri giraffe, impala, bufali, facoceri, babbuini che sembra che dicano: "era ora che ti rifacessi vedere".

E ci sono, poi, tanti segni che ti danno conferma di essere in Africa: fra questi i piccoli problemi per strada, la doccia da fare in ginocchio, la corrente che ad Hanga va via alle 9,30, ma soprattutto i colori, le stelle, i bambini, i rumori, il riso a pranzo, l'affetto, gli odori, i ricordi, i sorrisi, i canti, gli abbracci, il riso a cena, il sole, il pianoforte scordato che qualunque cosa suoni viene bene, la zanzariera nel letto, i gechi in stanza, l'Africafè con il latte delle nostre mucche a colazione, il pianoforte scordato che qualunque cosa suoni viene male, il malarone alla mattina, la messa che dura un'ora e mezza, il telefonino che prende male (per fortuna), la birra Kilimanjaro (possibilmente "baridi baridi"), la predica della messa che dura un'ora, i baobab fioriti.

Kizito e Paolo nel tentativo di fissare il bandone anteriore con un filo di ferro. Massimo non si vede perchè ne ha approfittato per fare un bisognino.

Forse non è il fiore quello che rende il baobab l'albero più strano che esista, ma sicuramente è il fiore che ne completa la magia.

Ma Hanga non sarebbe quello che è, se non si sentisse viva la presenza di Stefania. Se entri nel cortile della scuola Juhudi, avverti subito il vociare dei bambini trasformarsi in un entusiasmante trambusto che ti riempe le membra e ti accompagna come un ritmo forzante, verso la classe dove Stefania è ritratta nel suo mondo preferito: la natura, gli animali, l'Africa, le papere.

La messa dei monaci è alle 6 e mezzo della mattina. E' a quest'ora che lunedì scorso il ricordo di Stefania è stato reso preghiera dalla comunità benedettina di Hanga

Quest'anno ci concentriamo sulla costruenda biblioteca di Hanga, progetto cofinanziato dalla CEI (Conferenza Episcopale Italiana). I lavori di posa delle fondamenta e di costruzione dei muri sono già stati ultimati. Ora bisogna continuare e i numerosi incontri con il costruttore ed i coordinatori in loco dei lavori servono proprio a questo. Bisogna scegliere il colore del tetto e dei muri esterni, l'aspetto delle finestre e delle porte, i "sanitari" dei gabinetti, etccc...

L'obbiettivo è di finire tutti i lavori murari nel giro di 6 mesi per poi cominciare a pensare all'arredo interno, all'acquisto dei libri ed alla definizione dei dettagli operativi.

La futura entrata della biblioteca (è stato previsto anche l'accesso facilitato per i disabili).

Il lato posteriore della biblioteca, con Massimo e Paolo a verificare i lavori.

Ma naturalmente il nostro lavoro principale è nella stalla.

La produzione è buona, il latte gustosissimo, le mucche in buone condizioni.

Il toro è "attivissimo".

Massimo visita le vacche e ne trova ben 7 in cinta!

E cosa dire dei nostri vitelli? Basta guardarli. 

Massimo mentre esegue una diagnosi di gravidanza.

Se questo è il futuro, allora possiamo stare tranquilli.


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South American Buiatrics Congress, San Paolo, Brasile, 21-25/08/2015

La prossima volta che vado così lontano, ricordatemi che sarebbe meglio approfittarne per fare una piccola vacanza. Sono partito martedì sera e sabato ero già casa. Di San Paolo ho visto solo i 20 metri che separavano l'albergo dal centro congressi. Ah, è vero, anche un pò di città dalla mia camera d'albergo e dai finestrini del pulman che mi riportava in aeroporto.


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ACVM Forum, Nashville, Tennessee, 4-7/06/2014

Anche quest'anno il forum dell'American College of Veterinary Internal Medicine ha rappresentato uno degli appuntamenti più importanti per incontrare gli amici e colleghi di oltre oceano.

Fra le tante cose che si raccontano quanto si torna a casa vi è: "il congresso è stato interessante", "ho conosciuto dei personaggi dei quali avevo letto i libri", "certo che quando parlano inglese potrebbero parlare più lentamente!".... e così via, ma sicuramente una cosa che non si può tacere è la grandiosità dei centri congressi.

Basta guardare le foto soto per capire.   L'ambientazione naturale con laghetti, fiumi, cascate, ponticelli, ristoranti e negozi era tutto contenuto sotto una enorme cupola di vetro.
Tutto molto bello, ma personalmente preferisco ancora le distese all'aria aperta (ndr).

Arcangelo con Ingrid Lorenz (Irlanda),
Mireille Meylan (Svizzera) e Allen Roussel (Texas)

ECBHM e ACVIM insieme
in un momento di relax

All'aperto, e sotto la pioggia, invece era il contemporaneo festival della musica country, che ha riempito le strade ed i saloon di Nashville di chitarre elettriche, violino e banjo . Per gli amanti degli stivali e dei cappelli da cow boy, così come dei dischi in vinile, una vera pacchia.


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Non solo deserto, Abu Dhabi, 23-30/05/2014

La penisola araba non è solo deserto, e forse non è neanche solo petrolio (peraltro in via di esaurimento!), ma è un esperienza viva anche per un veterinario.
Preziosi cammelli (anzi dromedari, visto che hanno una sola gobba) si allenano, affiancati da grosse auto fuoristrada, per essere pronti alla prossima stagione di corse, quando la temperatura sarà un pochino più clemente.
Ancora più preziosi falchi vengono portati al controllo veterinario nella clinica per falchi più famosa al mondo (circa 4000 pazienti all'anno).
Accaldate mucche trovano sollievo sotto le doccette predisposte per alleviare la sensazione di calore.

 


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On the trace of solidarity, animal care and history, Luxor, Egypt, 18-21/12/2013

Animal Care in Egypt

Animal Care in Egypt is a charity dedicated to helping stop the sufferings of animals used for work in Luxor.
The idea of finding such kind of a veterinary service arose about 15 years ago when Kim Taylor, during a period of holiday in Luxor, was impressed by the bad conditions of the caleche (carriage) horses. These hard working animals are often overloaded and let many owners cannot afford to rest their animal due to their heavy reliance on them for an income.
As a consequence of this together with a lack of the consciousness that animals need periodic grooming and veterinary care, many horses and donkeys are affected by different diseases, expecially by traumatic lesions and wound due to finiments rubbings.

A very simple, but very useful service offered by the ACE is to let bring horses and donkeys to use the wash facilities, in order to stop dirty tack rubbing which causes painful sores.
It is impressive to see how in these years many owners have become aware of the importance of regularly washing their animals: every morning, a lot of horses and donkeys wait for their turn in front of the dor of the ACE. The wash facilities is free of charge, and the same owners do carry out this important and useful treatment.

It seems to be that this kind of activity is particularly appreciated by the children, that in the meantime have fun by watering not only their animals but also their friends.

Moreover, ACE provides free veterinary service for poor people. A very competent veterinary staff treats and saves the life of thousands of animals all year round.
Besides a cirect clinical examination, the walk-in clinic can offer ultrasonography, X-ray, haematological diagnostic and surgery. All services can be offered also for cattle, buffalos, dogs and cats.
25 stables allow the patients to be hospitalized and intensively treated.

Mrs. Dr. Marta Bonsi is a - in Bologna graduated - vet that has been working at the clinic of the ACE for many months.
Due to her competence in horses (after her graduation she specialized in horse medicine in Saudi Arabia and in Ireland) Marta is giving a big support to the veterinary team. In particular, she has developed a very useful treatment for wounds based on the use of amniotic fluid.

Moreover, in the past Marta was involved also in the project "A glas of milk for the children of Hanga.

For more informations on ACE, you can visit the webpage: www.ace-egypt.org.uk

Rababah community centre

Talking with Kris Huybrechts is something particular; he reports the building of the Rababah Community Centre as it would have been very simple. But the visit at the school let you understand that he and his wife Lydie should have worked very intensively and in an outstanding generous way.
Entering the school you breath the beauty of the solidarity.

Rababah Community Centre is a kindergarten in the morning, whereas in the afternoon it became a school for those children who have difficulties in some matters at school or who would like to study more in depth what they have been studying at regular school. A simple but fantastic and very useful idea.
All together, Rababah acts as humanitarian centre that supplies free health care, offers free education and sport facilities to people of the small town named El-Tod, close to Luxor.

In the school there is a small library and a multifunctional room which can be used by people who would like to organize parties, but cannot do if they have to go in a restaurant or private structures.
The garden in the middle of the building will be finished very soon, whereas some more time will be needed for expanding the school in the already projected second floor.

For more information: www.liveisbeautiful.be/

Daraw camel market

Daraw is a small town close to Aswan and hosts the most important camel market in Egypt.
On Friday, December 20th, more than 1,100 camels have arrived from Sudan, mostly in caravans that have crossed the desert during a 40-day road trip and have stopped at the quarantine centre in Abu Simbel.
It is amazing how camels are quiet, despite the big confusion all around. Perhaps they are enyoing a rest after the long journey along the desert.
Dr. Ahmed Abdel Kereem Badie is responsible for the camel market and for the quarantine procedures at Abu Simbel.
He explains us (Mrs. Dr. Marta Bonsi and myself) the most important sanitary problems affecting camels and cattle in the south of Egypt and shows us how camels are marketed. He says that camels here are practically all healthy, because the long journey has already acted as a selection. And in fact we do not notice any cough or any nasal discharge or whatever. They all are in good body condition. After having been purchased they are loaded on cars or small lorries.

Together with his son, Dr. Ahmed also run a small veterinary service close to the market, where owners can bring their animals to be clinically examined.
It might be camels, cows or buffalos. The structure also supplies medicine to animals owners, especially antibiotics and antiparasitic drugs.

Ma Luxor è naturalmente anche storia

Entrare di notte in uno dei tempi di Luxor è qualcosa che ti toglie il respiro. Non ce la puoi fare! Ma soprattutto passi il tempo chiedendoti: ma dove sono?

Sono Wael e Habashi, due studenti di storia egiziana ed amici di Marta, a mostrarmi i viali affiancati da sfingi e gli obelischi posizionati all'ingresso del tempio di Luxor. Sono loro a spingermi fra le colonne a foglia di papiro o fra quelle a foglia di loto. Wael parla un buon italiano e non tralascia alcun particolare; se dimentica qualcosa, interviene Habashi.
La triade tebana: Amon, Mut e Khonsu. Nel silenzio sembra quasi di percepire l'odore dell'incenso, e stai li come se aspettassi il passaggio della processione dei sacerdoti, magari prdeceduti da Ramses II.

E' tale l'entusiasmo che trasmettono nel raccontare quello che hanno imparato della loro storia, che chiedo loro, di accompagnarmi a vivere anche la notte del tempio di Karnak. Il giorno dopo devo partire prestissimo, ma ne vale la pena.

Nel silenzio, altoparlanti trasmettono le "voci" dei vari faraoni, e degli dei, e non puoi che pensare: ma perchè quando ero a scuola non ho studiato la storia!!!  Ma forse non è mai troppo tardi.

Beh, che nessuno pensi che non abbia visitato anche la valle dei re. Potevo forse mancare all'appuntamento con Tutankhamun?
Questa volta è Affaf, la maestra di arabo di Marta, che mi fa da guida al tempo di Habu e alle tombe dei faraoni. E' veramente competente. Adesso capisco perchè Marta sta imparando così bene l'Arabo. se insegna a lei come a me illustra la storia delle tombe non c'è da meravigliarsi.

Dentro le tombe è vietato fotografare e bisogna lasciare la nacchina fotografica fuori. Beh, per fortuna che ci sono i telefonini: era tanto che volevo vedere se le foto vengono bene. E allora, essendo solo nella tomba di Ramses IV, clic! Un guardiano mi becca subito; è furbo, sapeva benissimo che l'avrei fatto e mi ha aspettato al varco, facendo finta di niente (ovvero spiandomi!). Pare, comunque, che qualche pounds in più quel giorno non gli abbia fatto poi così male. A proposito, la foto galeotta è quella in basso a destra, che almeno la figuraccia sia valsa la pena!

A proposito! Ovviamente non poteva mancare paperina! Gli antichi Egizi associavano l'anatra alle paludi misteriose e pericolose. Attraverso l'elemento dell'acqua, essa era portatrice di vita e fertilità sulla terra. La divinità corrispondente era Geb, nipote di Atum. Era un dio di terra; sua sorella era Nut (cielo). La tradizione voleva che fosse stato lui a deporre il grande uovo da cui emerse il sole all'alba dei tempi.


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Hanga, Tanzania, 04-17/12/2013

E sei in Africa

Per capire che sei in Africa basta guardare il traffico caotico che ti circonda.

Siccome la guida è a destra, pensi di essere disorientato per questo motivo; ma in effetti sei circondato da motorini che vengono contromano - magari con più delle due persone cui siamo abituati -, da venditori ambulanti che ti abbordano da ambo i lati, da camion carichi di persone sul cassone, da autobus traboccanti di "pendolari", da vigili che come da noi se non ci fossero il traffico sarebbe più scorrevole, da strombazzanti clacson che sembra abbiano vinto il campionato mondiale, da musica sparata ad impensabile volume da giganteschi quanto datati altoparlanti che, posizionati fuori dai negozi, ti fa cambiare, di prepotenza, il ritmo del cuore.

Ma ciò nonostante, non c'è frenesia e valgono sempre i motti: "pole pole" e "hakuna matata".

Due giorni di macchina: obbiettivo Hanga

La nostra destinazione, però, è ancora circa 1000 km più a sud. E' lì che ci aspettano le nostre mucche, i nostri amici monaci, la scuola Juhudi dove è ricordata Stefania. Prevediamo di impiegarci due giorni, anche perchè per strada dobbiamo andare a vedere se riusciamo ad acquistare un nuovo toro per la stalla.

Come è ormai tradizione, lungo il percorso ci salutano alcuni amici che stavano aspettando il nostro passaggio. Per paura di non essere visti, hanno deciso di mettersi in mezzo alla strada.

L'acquisto del toro

La prima tappa è ad Iringa, dove, secondo il programma, dobbiamo comprare il nuovo toro per la stalla di hanga.
L'azienda di riferimento è la "Kibebe farm", una delle migliori in tutta la Tanzania.
Quì già in passato abbiamo comprato delle mucche per Hanga. I prezzi sono un pò "altini" ma si tratta veramente dei migliori animali disponibili in Tanzania. La razza è l'Ayrshire, e la genealogia, importata sia dall'Inghilterra che dalla Finlandia, è veramente molto buona e pertanto molto promettente.
Dopo un'attenta valutazione, la scelta cade su un giovane torello di due anni di età, di ceppo inglese.

La Kibebe farm è un vero paradiso, e le vacche pascolano quiete in un ambiente quasi surreale.
La loro bellezza ed eleganza ci confonde, tanto da convincerci ad acquistare anche Lillian (2016), al sesto mese di gravidanza ed Angelina (2115), al quarto mese di gravidanza.

E poi finalmente si arriva ad Hanga.

La strada piega a sinistra ed ecco che, di la dal fiume, si presenta Hanga. E' notte, ma alcune fioche luci rendono riconoscibile il villaggio. Non ci si può sbagliare.

I frati ci hanno aspettato per cenare, ma andiamo a dormire subito, perchè il giorno dopo dobbiamo ubito cominciare il lavoro

Le nostre mucche stanno lavorando generosamente, e la produzione può essere considerata soddisfacente. Ad Hanga è periodo di vacanza, e l'assenza dei bambini fa sì che vi sia eccedenza di latte, che pertanto Chiara ha utilizzato per produrre del formaggio.

Da parte nostra dobbiamo eseguire il test per la tubercolosi. Sono Carlotta ed Elena che provvedono ad iniettare la tubercolina, il reagente che serve per verificare lo stato delle nostre mucche relativamente all'infezione TBC. Paolo è lì a supervisionare.

La Juhudi primary school

Cosa si può dire quando tutti i bambini della scuola ti vengono incontro cantando e ballando, e quando ti fanno capire che oramai loro sono diventati parte di te

Sono i colori che parlano e che ti dicono che quì è parte del tuo cuore.


E adesso vado a dormire, perchè questa è una piccola ninna nanna che mi voglio proprio gustare.

 

La notte africana è il silenzio che ancora solo quì puoi trovare; sono le stelle che ancora solo quì puoi guardare; sono le emozioni, che ancora solo quì puoi provare.

E' la compieta dei monaci, durante la quale speri di potere pensare che quello che hai fatto durante la giornata è stato qualcosa di buono; è la zanzariera in cui ti sei rinchiuso pensando di sentirti più sicuro dalle zanzare; è il pensiero a quello che hai vissuto e che pur non avendo più stai ripetendo.

Ma la mente torna prepotententemente alla scuola Juhudi.. Ai bambini che hanno fatto festa, che hanno cantato, che hanno ballato. E che, pur non sapendo chi è che spunta fuori dal cespuglio di Merejea, già le si sono affezionati.

Fine settimana sul lago Nyassa

Sul lago Nyassa c'ero stato dieci anni fa con Stefania. Camminando sulla spiaggia a volte mi sembra di non essere solo.

L'incendio all'asilo

Due settimane prima che arrivassimo ad Hanga, l'asilo, a motivo di un cortocircuito, si è incendiato ed è andato quasi completamente disrutto (foto a sinistra). La visita alle macerie rimaste non è delle più confrortanti, anche al pensiero che era stato da poco tutto riverniciato.
I bambini sono stati mandati in vacanza anticipata e per la riapertura, non possibile in questa struttura, verrà utilizzato il convento dei novizi, che a loro volta saranno spostati nel monastero.

Nel frattempo i mattoni ancora utilizzabili vengono accatastati e recuperati, sperando di poterli riutilizzare presto (foto a destra).

La biblioteca di Hanga

Se all'inizio di quest'anno l'idea di costruire una biblioteca a favore del villaggio di Hanga sembrava una fantasia emozionale, oggi sembra qualcosa di concretizzabile.   Ecco il progetto; come il dipinto all Juhudi, è ancora Chiara l'ispiratrice del disegno.
In effetti l'architetto ha poi esagerato nelle dimensioni; gli abbiamo abbiamo chiesto, pertanto, di ridimensionare il progetto nei suoi "volumi", mantenendolo comunque potenzialmente espandibile in futuro.
Qualche benefattore si è già fatto avanti, ma probabilmente proporremo questa idea anche a qualche finanziatore "istituzionale", che per il momento, per motivi scaramantici, non vogliamo dire.

Abbiamo incontrato nuovamente le autorità civili e religiose di Hanga e della diocesi di Songea. Questi contatti sono necessari per decidere alcuni dettagli, diciamo, "politici", quali chi sarà il proprietario, dove sarà posizionata (a dire il vero questo è già stato deciso), chi garantirà il funzionamento una volta costruita la biblioteca.
A questo proposito sembra che il ministero dell'educazione, in caso di costruzione, assumerà un bibliotecario per la gestione quotidiana.
L'idea è che la biblioteca possa rappesentare un centro educazionale e culturale per tutto il villaggio

Nei nostri ripetuti spostamenti (peraltro non sempre comodissimi) da un villaggio all'altro, fra un canto e qualche dormita, fra una banana e qualche anacardo, abbiamo anche cominciato a pensare ai possibili nomi della biblioteca. Siamo passati per tutti i santi del calendario, ma alla fine la scelta si è ristretta su due titoli: "Stella del mattino" (perorato da me) e "Regina della pace" (perorato dalla Chiara e dal vicario del vescovo di Songea). Non se ne abbiamo a male i santi, ma la Madonna è sempre la Madonna :)

I nuovi acquisti

Per chi vive di bovini l'introduzione in azienda di nuovi capi, peraltro di così eleganti fattezze, non può essere che un momento emozionante. E lo è soprattutto se dopo il loro arrivo, già tramontato il sole, il parroco del villaggio decide di dare loro una beneaugurale benedizione.
Non sappiamo se nella sua bottiglietta di plastica ci fosse dell'acqua benedetta o dell'acqua acquistata al mercato, ma va bene così. La benedizione, siamo sicuri, è valida.

Alla mattina, mentre il torello (subito nominato "Zio")  mostra un carattere docile, Lillian ed Angelina non sono disponibili alla prima visita di controllo.
Dopo qualche calcio indirizzato alle nostre gambe, ma fortunatamente evitato (o quasi!), riusciamo a mettere loro una capezza e a visitarle. Al di là di qualche problema caratteriale, che speriamo passi quando faranno amicizia con gli altri "inquilini" della farm", sono in piena salute.
E allora le facciamo uscire per congingerle con il resto della mandria, già al pascolo.
Abbiamo qualche timore per "Zio", in quanto per alcuni giorni dovrà convivere con il padrone di casa, il toro "Jojo", che probabilmente non sarà molto contento di vedere arrivato un contentende. Speriamo non capisca che oltre che contendente è anche il suo sostituto! Jojo per il momento sembra più interessato alle due nuove arrivate che non preoccupato dall'ancora forse molto giovane "Zio"

La visita al villaggio

La visita col parroco Eliah alle famiglie del villaggio è uno dei momenti più belli e toccanti. Con molte di loro è diventato un "must", e ci aspettano per regalarci una gallina o qualche uovo.
Passiamo fra le piccole casette di semplici mattoni fatti amano, ora con tetti in paglia ora con tetti in lamiera. Tutte comunque molto ordinate e dignitose.
Ma non è solo l'accoglienza della gente che ti scalda, ma anche il colore della terra e, quindi, dei mattoni. E' un calore che sento molto famigliare, perchè mi ricorda il colore dei tetti di Bologna; e così mi riporta per un pò a casa, ai miei amici, a quelli che da Bologna mi accompagnano col pensiero e col cuore, e che così tante volte e con tanta generosità hanno dato credito a quello che stiamo facendo ad Hanga.

Ma il correrci incontro dei bambini e subito il loro scappare via canzonatorio, ci riimmerge nel villaggio.
Un bimbo si è messo una maschera. Chiara, in lingua locale, gli chiede il suo nome; lui non vuole dirlo, ma non ci molla, e ci segue a lungo nel nostro camminare fra le case.
Carlotta fa amicizia con una giovane mamma che sta allattando. E poi, tutti insieme per una foto di gruppo.

Sulla strada del ritorno

Come tutte le belle cose, la durata è breve. Bisogna rimettersi sulla strada del ritorno.
Ripartiamo alla mattina presto: sono mille i chilometri che ci aspettano. La velocità media che si riesce normalmente a mantenere è di circa 70-80 km/ora e quindi basta fare i conti che si capisce quante ore abbiamo davanti. Senza contare che quando arriveremo a Dar Es Salaam il traffico oramai fuori controllo ci costerà circa due ore dall'entrata in città fino alla casa dei monaci a Dar.
Peraltro abbiamo in previsione alcune tappe intermedie: tra queste, una visita al caseificio del CEFA di Njombe e l'incontro con i proprietari della Kibebe farm, ad Iringa, per pagare gli animali acquistati.

La pericolosità che comunque caratterizza ogni lungo viaggio africano è dimostrato dai numerosi camion che, ignari del significato della forza centrifuga, troviamo fuori strada, spesso ribaltati.

Nei numerosi saliscendi, tir e torpedoni si lanciano in picchiata, per guadagnarsi l'abbrivio necessario a garantirsi un'elevata velocità in salita.
Vista la faticosità del viaggio, a volte penso che sarebbe un peccato essere riportati al punto di partenza in caso di un frontale.
Per non parlare, poi, degli impossibili sorpassi; il più bravo in questi è un autista con problemi di pronuncia della "r"; deve essere un cinese nato a Maranello.

Ma il silenzio ritorna quando, per un attimo, accostiamo la macchina per goderci la magnificenza della valle dei Baobab.
Sono alberi incredibili; li troviamo in uno dei rari periodi dell'anno in cui la chioma ha le foglie.
In terra troviamo dei frutti secchi; la loro polpa è ricchissima di vitamina C. Non si può dire che sia buona, ma guardando l'imponenza e l'eleganza dell'albero sei portato ad assaggiarla; chissà, magari ti trasmette un pò della sua bellezza.

Durante la strada veniamo ripetutamente fermati e controllati da piccoli posti di blocco della polizia. I poliziotti sono gentili e cortesi, ma siccome abbiamo una incrinatura sul parabrezza, che pare dia loro enorme fastidio, un paio di volte siamo costretti a dare un piccolo contributo per il loro benessere!


Poi, finalmente, mentre sta scendendo la sera, arriviamo a Dar; come previsto il traffico della città ci intrappola, fra macchine, pulman di ogni dimensione e stile, carretti, venditori ambulanti, lavori in corso (e se pensate a qualche altra cosa, probabilmente l'abbiamo incontrata).
Sarà la malinconia della partenza, ma la serata ci appare in bianco e nero. Solo le luci delle macchine riescono a dare un tocco cromatico alla serata. Anche la luna se ne rimane timidamente nascosta dietro le nuvole. Ogni cosa ha un inizio ed una fine, e per noi, adesso, probabilmente è proprio l'ora di tornare a casa.

A proposito di colori, prima di partire mi viene in mente un pensiero che non ricordo nè dove nè quando ho sentito. Diceva che per ognuno di noi è stato preparato un disegno. Noi dobiamo colorarlo per trasformarlo da un semplice schizzo ad un opera d'arte.


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XXIII Congress of the Hungarian Association for Buiatrics, Siofok, Hungary, 16-19/10/2013

Ero stato a Siofok con Stefania nel 1998 in occasione del primo congresso mitteleuropeo di Buiatria. Molto è cambiato da allora, ma il lago ha mantenuto tutto il suo fascino.
Mi è venuta molta nostalgia, ma le cose belle rimangono belle, ed il tempo non le può cancellare.

I went to Siofok in 1998 with Stefania. Many things have changed in these 15 years but the lake has kept its great charm.
I felt nostalgia for those days, but the nice thinks will remain forever nice .

Durante la cena sociale, il Presidente Otto Szency ha consegnato una targa al prof. Endre Brydl come segno di riconoscenza per la lunga attività nella Associazione Ungherese di Buiatria. E' stata anche l'occasione per celebrare il settantesimo compleanno di Endre Brydl (70 anni portati benissimo!! come si è visto poi durante la serata danzante!).
La cena sociale è stata preceduta da una degustazione di ottimo vino ungherese.
During the gala dinner the President Otto Szency awarded Prof. Endre Brydl for his long activity in the buiatric association.
Before the gala dinner the participants enjoyed a fantastic wine tasting.


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The Pet Doctor, alias John, New York, 16-21/06/2013

Da adesso in poi per me la Grande Mela sarà sinonimo di John, the Pet Doctor di New York.

John (Mucera) si è laureato a Bologna nel 2000 e dopo alcuni anni di attività ambulatoriale vicino a Firenze, insieme alla sua Joan ed al piccolo Jonathan, è tornato a New York.
Ad Ozzano lo ricordano tutti, professori ed ex studenti. Io ho due cose che mi legano particolarmente a lui: la prima, quando mio padre me lo presentò, chiedendomi in qualche modo di dargli una mano nello studio e la seconda, la foto che John mi ha fatto il giorno del matrimonio con Stefania, foto che, nonostante tutte quelle che ci fece il fotografo "ufficiale", ho scelto per tenerla sul mio tavolo in sala.

Avevo proprio bisogno di un paio di giorni da un amico; e così è stato. Non ho visitato New York, ho vissuto New York!

John davanti a casa, nel Queens

John e la bellissima Joan

Johnatan, l'energia fatta bambino

Come si fa a visitare la Grande Mela e non salire sull elicottero per un avventura sopra la città delle città?
Beh, questa volta non mi sono tirato indietro ed allora via in aria, sopra la Governors Island, e poi dritti verso la statua della Libertà e quindi Manhattan, il nuovo grattacielo in costruzione nel World Trade Center, la Penn Station, il Madison Square Garden, l'Empire State Building e dietro il Chrysler building ed in lontananza (più di tanto sulla città non ti fanno volare per ovvi motivi di sicurezza) Central Park.

Presto sei già lì ad atterrare ed il volo ti è sembrato un attimo. Ma nella testa mi sa che rimarrà a lungo.

Un immagine di Manhattan ripresa dall'elicottero


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ACVIM Forum, Seattle, WA, 12-15/06/2013

Il forum dell'American College of Veterinary Internal medicine è uno degli eventi convegnistici più importanti al mondo. Specialisti di medicina interna nell'ambito degli animali da compagnia, degli equini e dei bovini sono convenuti a Seattle, dal 12 al 15 giugno 2013,  per discutere sui temi più attuali di patologia internistica.

In termini di numero di partecipanti la parte del leone l'hanno fatta gli specialisti in piccoli animali (saranno stati due-tre mila!), ma la qualità scientifica non è mancata certo nelle sezioni destinate ai bovini.
Nomi di altissimo rilievo hanno presentato in maniera estremamente chiara ed aggiornata le tematiche loro assegnate; Alexander De Lahunta (un mito per la neurologia veterinaria), Bradford Smith (l'autore del famosissimo testo "Large Animal Internal Medicine"), Peter Constable (basta andare su Pub Med per perdersi nella lista delle sue pubblicazioni), e poi Sheila McGuirk, Allen Russel, Mireille Meylan, Geof Smith, solo per citarne alcuni.

Arcangelo con Alexander De Lahunta,
un mito per la neurologia veterinaria

Allen Roussel,
Presidente del ACVIM-Large Animal specialty


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XIII MEBC, Belgrade, Serbia, 06-08/06/2013

Con la tappa intemedia a Zurigo (dove un must è spendere non solo tempo ma anche soldi nel negozio di musica "Musik Hug" https://www.musikhug.ch) la serie dei congressi è continuata a Belgrado, dove dal sei all'otto giugno si è tenuto il XIII congresso mitteleuropeo di buiatria (credo di averne perso solo uno!).
Il solito clima di cordialità e di amicizia ha pervaso il congresso, al quale hanno partecipato più di duecento persone venute da diversi paesi europei, e non solo.

Come sempre, numerosa la simpatica delegazione croata.

The series of congresses has continued in Belgrade, where the XIII Middle European Congress has been held June 6 to 8. Before taking off from the Airport of Zurich some hours were available to visit the famous music shop "Musik Hug" https://www.musikhug.ch). It has been not possible to go out without having bought some music books.
In Belgrade the congress has been as interesting and pleasure as traditionally are the MEBCongresses. More than 200 participants have attended the scientific as well as the social programm.
As usual, particular numerous was the sympathic and friendful croatian delegation.

La ricchissima storia e la fortunata posizione nel punto di confluenza tra il fiume Danubio e il fiume Sava, fanno di Belgrado una città con un fascino tutto particolare.
Peccato che la gita turistica organizzata con un torpedone turistico "cabriolet" sia stata disturbata dalla pioggia. A dire il vero alcuni coraggiosi (ma non il sottoscritto che si è rintanato nel piano inferiore) pur di non perdere un'angolo di Belgrado hanno sfidato l'avversità atmosferica rimanendo allo scoperto.
A prescindere dal coraggio o meno, siamo tutti stati poi premiati con una simpatica cena sociale.

The old history and the particular location of the town at the confluence of the Danube river with the Sava river, give to Belgrade an understanding fashion.
The sightseeing tour on an opened bus was disturbed by the rain, but some coragious did not renounce to the opened tour remaining outside despite the wet weather.
A very pleasant dancing gala dinner has concluded the congress.


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200 Jahren Jubilaeum GST, Bern, Schweiz, 05-07/06/2013

Un clima di amicizia ed il tradizionale stile svizzero hanno caratterizzato il giubileo della società svizzera veterinaria. I duecento anni sono stati festeggiati da più di 400 partecipanti che hanno seguito non solo la cerimonia ufficiale di rivisitazione storica, ma anche le varie sezioni scientifiche.

Styl und Freundlichkeit haben das dreitägiges Jubiläumskongress der Gesellschaft Schweizer Tierärztinnen und Tierärzte GST in Bern characterisiert.
Am diesen 3-tägigen Kongress haben rund 400 Tierärztinnen und Tierärzte teilgenommen.


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Hanga, Tanzania, 02/02-21/02/2013

Con Massimo sulla strada per Hanga, pensando a Stefania.
Dopo un volo che ci ha portato prima a Roma, poi ad Addis Abeba e quindi a Dar Es Salaam, due giorni di macchina (con pernottamento a Iringa) sono serviti per giungere ad Hanga (6 febbraio). Nell'attraversare la zona del Mikuni, alcuni bufali, zebre e giraffe, facoceri, nonchè una moltitudine di impala e babbuini ci hanno dato il benvenuto nella terra di Africa.

With Massimo on the road to Hanga, remembering Stefania.
After two stop over In Rome and Addis Ababa, and a night at Dar Es Salaam, two-days journey were necessary to reach Hanga Village (February, 6th).

On the way, at the level of the Mikuni National Park buffalos, zebras, Giraffes, wildpigs, as well as several babboons and impalas wellcomed us.
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Ed una volta ad Hanga abbiamo subito cominciato a lavorare (7 febbraio). Dapprima in stalla, per controllare i piani gestionali e lo stato degli animali, e quindi nel pollaio, dove abbiamo dovuto eseguire alcune necroscopie./And at Hanga we have immediately started our work. First in the dairy farm, where we have checked the situation of the cows and then in the chicken farm, where we have carried out some necropsia.

La "Juhudi Primary School" è situata ad alcuni chilometri dal villaggio di Hanga ed è frequentata da circa 500 bambini.
Al momento sono disponibili solo 7 ambienti didattici, mentre 2 classi sono ancora allo stato grezzo.

La generosità degli amici e dei colleghi di Stefania consentirà di completare le classi mancanti. Proprio oggi (8 febbraio), infatti, insieme al coordinatore delle scuole di Hanga, all'Abate dell'Abbazia ed al Parroco siamo stati a visitare la scuola ed abbiamo definitivamente preso la decisione di finanziare la posa dell'intonaco e del pavimento, nonchè l'acquisto delle levagne dei banchi e di tutto il materiale occorrente per mettere a regime sicuramente una, ma forse tutte e due le aule.

In una riunione che abbiamo avuto con gli stessi di cui sopra è stato avviato uno studio di fattibilità per un'altra iniziativa, sempre dedicata a Stefania. Si tratta o della costruzione di un pozzo per il rifornimento di acqua o della costruzione di una biblioteca per il villaggio. Vedremo...

La chiesa parrochiale di Hanga è situata nel centro del villaggio.

 Il parroco, Padre Eliah, è uno dei nostri punti di riferimento ad Hanga ed è tramite lui che prosegue il sostegno scolastico ad alcuni bambini indigenti della zona. Nello specifico l'aiuto consiste nel favorire la scolarizzazione di alcuni bambini che altrimenti, viste le loro condizioni economiche, non potrebbero permettersi gli studi; il tutto attraverso il pagamento delle tasse scolastiche, l'acquisto della divisa e il pagamento di alcune spese sanitarie.
Per ogni bambino individuato dal parroco, tale sostegno è garantito per tutto il periodo della scolarizzazione primaria.

A tutt'oggi 32 bambini sono entrati nel programma (iniziato nel 2005) e 20 stanno ancora usufrendo del contributo.

Presso la chiesa parrocchiale, venerdì 8 febbraio, alle 16,00 è stata celebrata una messa in ricordo di Stefania. Oltre ai parrocchiani, erano presenti più di 500 bambini di alcune scuole del villaggio. Il coro della parrocchia ha accompagnato la toccante cerimonia. 

Dopo la messa, presso i locali della parrocchia si è tenuto un incontro con alcune famiglie e bambini del villaggio
Ad alcuni di questi sono state distribuite le divise della scuola.

Il "core business" del progetto "Un bicchiere di latte per i bambini di hanga" rimane comunque l'attività a favore della produzione di latte nella stalla dell'abbazia.
Il tutto a favore dei bambini della scuola Sant Laurent e delle comunità monastiche di Hanga.

Al momento la produzione è più che soddisfacente, aggirandosi sui 100 litri al giorno. La necessità, però, di poter garantire queste produzioni anche quando da Maggio comincerà la stagione secca richiede di concentrarsi sin da ora su alcuni provvedimenti utili a prevenire la caduta della produzione quando le condizioni stagionali saranno più sfavorevoli.

E mentre i bimbi sono venuti a prendersi il loro latte, i vitellini hanno pensato bene di approfittare della confusione per andarsene a fare un bel giretto.

Nel 1960 alcuni monaci africani, già avviati alla regola "Ora et Labora" nella missione benedettina tedesca di Peramiho, decisero di fondare un proprio monastero dove potere meglio coniugare la regola di San Benedetto con la loro cultura locale.
In una zona adiacente al fiume Hanga, a circa 60 km da Songea, vi era una "azienda agricola" che, in seguito all'ascesa al potere del socialista Nyerere stava per essere nazionallizzata.
Il proprietario, un ex monaco della stessa abbazia di Peramiho, prevenendo l'azione del governo, decise di vendere il terreno ai monaci benedettini, che godevano di una deroga alla nazionalizzazione. Così è nato il monastero di Hanga, in una zona dove ancora pascolavano antilopi ed elefanti e dove nel girare per i boschi bisognava stare attenti al Leopardo (N.d.R: un Leopardo che minacciava il villaggio fu cacciato anche nel 2004 alla presenza di alcuni studenti di Bologna).
Man mano che l'abbazia cresceva - avviando attività lavorative per soddisfare la regola benedettina (azienda agricola, stalla, pollaio, falegnameria, sartoria, officina, etcc...), inaugurando scuole che oggi fanno del villaggio un centro di riferimento culturale per la zona (scuola primaria, secondaria, professionale, seminario, etcc...) e fondando un dispensario che presto con i suoi 24 posti letti ed il servizio di maternità potrà godere del riconoscimento di ospedale della zona - intorno si sviluppava il nuovo villaggio di Hanga. Attualmente gli abitanti sono circa 10-12.000, ma continuano a crescere in virtù della capacità attrattiva di Hanga, cosa che ovviamente non è scevra da problemi.

La comunità monastica conta attualmente circa 50 monaci, guidati dall'Abate Thadei.
Il giorno 12 febbraio i monaci hanno voluto dedicare la loro messa mattutina delle 6 e 40 a Stefania.

 E' stata una messa molto toccante, in lingua inglese e swahili, ed arricchita dalle melodie della tradizione religiosa locale cantate dai frati.
La messa è stata concelebrata fra gli altri dall'Abate Thadei e da Padre Gregory uno dei fondatori ed il primo priore dell'abbazia di hanga.

Alla fine della messa sono stati presentati ai monaci gli aggiornamenti delle nostre attività ad Hanga; un applauso è sorto spontaneo dalle file dei monaci quando ho detto che il latte prodotto dalla stalla di Hanga dal punto di vista qualitativo è uno dei migliori al mondo (ed in effetti è proprio vero); hanno un pò storto il naso quando però ho detto che per potere garantire anche continuità dal punto di vista quantitativo dobbiamo lavorarci ancora!

Dopo avere salutato i bambini della scuola, Non senza nostalgia, ma anche con la voglia di tornare a casa, oggi (14 febbraio) ci siamo incamminati sulla strada del ritorno.
Abbiamo riattraversato villaggi, incontrato babbuini, fatto acquisti per i monaci della guest house di Dar Es Salaam (lungo la strada si trovano zone dove le produzioni locali di banane, patate, pomodori ed altro consentono di comprare a prezzo inferiore), superato ciclisti che spingevano biciclette cariche di tutto il possibile o camion carichi di passeggeri a scrocco; siamo ripassati attraverso il Mikuni dove ci aspettavano gli stessi animali selvatici per salutarci.
E infine, dopo 800 km (circa 13 ore di viaggio) siamo giunti a Morogoro (città dove peraltro vi è la facoltà di veterinaria, ma che è conosciuta anche per l'elevato rischio di malaria e di tifo.

Domani ripartiamo per Dar es Salaam (altri duecento chilometri) dove poi prenderemo l'aereo per Nairobi (Kenia).
A Nairobi ci aspetta Guido che nei prossimi giorni ci mostrerà alcuni aspetti di una delle città più importanti dell'Africa, ci porterà a vedere i dintorni e, infine, ci illustrerà il suo lavoro in queste zone.

Ci vediamo giovedì 21 febbraio.
Arcangelo e Massimo


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International meeting on Bovine reproduction, Warsaw, Poland, 29/09/2012

Più di 200 partecipanti hanno affollato l'aula magna della Facoltà di Medicina Veterinaria di Varsavia per partecipare al meeting internazionale organizzato dal prof. Gajewski sui problemi riproduttivi del bovino.
Fra i vari relatori hanno portato il loro contributo il prof. Wehrend di Giessen (Germania) ed il prof. Bollwein di Zurigo (Svizzera).
Io, da parte mia, ho trattato l'argomento delle malformazioni congenite e delle malattie ereditrarie del bovino.

More than 200 participants took part to the meeting organized by prof. Gajewski on the problems in bovine reproduction.
Prof. Wehrend and prof. Bollwein, from the Universities of Giessen (Germany) and Zurich (Switzerland) respectively, presented topics strictly related to the bovine reproduction, whereas I showed my experiences in the field of the congenital malformations and the inherited diseases.
Moreover, other interesting reports on theriogenology and on milk hygiene were presented by polish colleagues.

I would like to thank my friend prof. Joao Cannas Da Silva (president of the organizing committee) for the kind hospitality.

Herewith I would like to thank prof. Gajewski for the kind hospitality and for having let me experience some important aspects of Warshaw. Not least the cultural, culinarish and religious ones.


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World Buiatrics Congress, Lisbon, Portugal, 3-8/06/2012

Una calda atmosfera ha caratterizzato il 27° Congresso Mondiale di Buiatria che si è tenuto a Lisbona a inizio Giugno.
In veste di Presidente del College Europeo degli Specialisti in Gestione della Salute del Bovino (ECBHM) sono stato invitato a portare i saluti del College durante la cerimonia inaugurale.
Il congresso ha visto più di 2500 partecipanti.

Durante i giorni del congresso è stata tenuta anche l'assemblea annuale del College (ECBHM).

Ringrazio il mio amico prof. Joao Cannas Da Silva per la sua ospitalità ed amicizia.

A warm atmosphere has characterized the 27th World Buiatrics Congress, which has been held in Lisbon at the beginning of June 2012.
As the President of the European College for Bovine Helath Management I was invited to give the college's greetings to all buiatricians of the world during the opening ceremony.
More than 2500 participants have attended the congress.
During the congress also the Annual General Meeting of the ECBHM has been held.

I would like to thank my friend prof. Joao Cannas Da Silva (president of the organizing committee) for the kind hospitality.


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